Comune di Morigerati

Attrazioni Locali

Museo etnografico Nato nel 1976 come Silvo - Pastorale della civiltà contadina, ad opera delle sorelle Clorinda e Modestina Florenzano, il Museo etnografico ha sede in via Granatelli, all'interno di un pregevole edificio storico, ristrutturato nell'ultimo decennio, il Convento di Sant’Anna. Raccoglie utensili e manufatti connessi al lavoro artigianale e rurale. Negli anni Sessanta, Clorinda e Modestina Florenzano iniziarono la raccolta dei primi oggetti di uso comune, con una particolare attenzione agli utensili di lavoro ed ai manufatti tessili. Furono così salvati dall'incuria del tempo e dall'oblio storico, migliaia di oggetti, che oggi rendono il museo uno dei più ricchi del territorio. Una collezione che conserva testimonianze e ricordi, immagini fotografiche, registrazioni sonore e video di attività artigiane e feste locali. Ospita una importante sezione dedicata alla cereria di Morigerati, che produceva in passato oggetti  di devozioni ed ex voto. Il Museo di Morigerati è lo specchio storico di una realtà in continuo mutamento in cui la didattica per le scuole, l'informazione e l'accoglienza dei visitatori rappresentano gli obiettivi fondamentali. Dal 1994 è diventato proprietà del comune di Morigerati e nel 2008 è stato riconosciuto museo di interesse regionale dalla Regione Campania. E' diretto dall'antropologo Luciano Blasco.
 
Antica Ferriera È considerata uno degli esempi più interessanti di archeologia industriale del territorio cilentano. La Ferriera di Valle della Corte a Morigerati è stata realizzata attorno alla metà del diciannovesimo secolo e utilizzata per lavorare e trasformare il ferro. Si tratta di un grande esempio di archeologia proto – industriale, con oltre 450 metri quadrati di superficie, fino a poco tempo fa sepolto da circa tre metri di terra e camuffato da una fitta macchia mediterranea. Un tesoro, disposto su due corpi di fabbrica, venuto alla luce solo qualche anno fa. A poche centinaia di metri un canale artificiale derivava l’acqua del fiume verso il corpo inferiore della ferriera, dove un ramo si distribuiva su due trombe a vento per l’alimentazione di un fuoco di raffinazione ed un secondo lambiva il lato meridionale dell’edificio per muovere la ruota idraulica di un maglio. Mentre il secondo corpo della ferriera, a monte, fungeva da deposito per carbone e minerale e per alloggio dei lavoranti. Vicino alla ferriera sopravvivono i ruderi di un ponte medievale «a schiena d’asino».
 
Santuario San Demetrio La chiesa di San Demetrio Martire, originariamente costruita dai monaci greco-orientali e riedificata nel XIV secolo, ha subito una radicale trasformazione tra la fine dell’Ottocento e il Novecento. Si compone di delicatissimi stucchi a merletto che ornano la volta della navata ed un grandioso angelo in stucco di foggia vagamente liberty, su cui poggia il pulpito. Nella chiesa parrocchiale, eletta successivamente a santuario, è conservata la Sacra icona di San Demetrio, che si festeggia due volte all’anno. Davanti alla chiesa un’ampia terrazza panoramica permette di spaziare con lo sguardo verso la vicina frazione di Sicilì e osservare i paesi ai piedi dell’imponente Monte Bulgheria, da un lato, e il monte di San Michele, dall’altro.
 
Palazzo Baronale Nel Trecento Morigerati entrò a far parte dei possedimenti della famiglia Sanseverino. Poi il territorio passò  a Matteo Comite di Salerno, per poi essere venduto ai Di Stefano che nel XV secolo fecero costruire il palazzo baronale. Il Castello, nei secoli successivi, ospitò i signori che si succedettero al governo del paese; gli eredi di questa famiglia ancora oggi abitano nel trecentesco palazzo. Alcuni di questi appartamenti conservano ancora gli arredi originali e sono dei veri e propri musei.
 
Centro storico di Morigerati Il piccolo borgo dell’entroterra del golfo di Policastro offre un caratteristico centro storico, in cui stradine acciottolate si alternano a cortili impreziositi da splendidi portali. E’ preferibile rallentare il passo per soffermarsi ad osservare con occhi incuriositi, le stradine strette e acciottolate, che si alternano a cortili impreziositi da splendidi portali. Un piccolo slargo racchiuso fra alcune case viene a comporre una piazzetta dedicata a San Rocco. Sembra quasi che si nasconda, per poi apparire a sorpresa all’interno di quel dedalo di vicoli che sorprendono per  l’invidiabile quiete che li circonda
 
 
 
Sicilì Il centro abitato di Sicilì si sviluppa, secondo una disposizione diagonale, lungo il versante del monte Mamino, con un'articolazione dei blocchi edilizi fortemente aderente all'orografia dei luoghi. In particolare la crescita del centro urbano è stata influenzata, nel tempo, dalla presenza di corsi d'acquache originariamente attraversavano il paese. Oggi il piccolo borgo presenta un'area centrale, la più antica, in cui è ubicata la Chiesa della SS.Annunziata e diverse ramificazioni lungo le quali sono sorte le aree più moderne. Il borgo è stato ristrutturato con cura negli ultimi anni. Sulla piazza, soprattutto in estate, si svolge tutta la vita sociale del paese, con manifestazioni, concerti ed incontri importanti.  La chiesa ospita il Santuario di San Biagio