COMUNE DI VENTOTENE (LT)

Riserva Naturale Statale "Isole di Ventotene e Santo Stefano"

La Riserva Naturale Statale denominata "Isole di Ventotene e S. Stefano" è stata istituita con Decreto del Ministero dell’Ambiente dell’11 Maggio 1999 (GU n° 190 del 14.8.1999) delimitata secondo i confini riportati nella cartografia IGM in scala 1:25.000, depositata in originale presso il Ministero dell’Ambiente.
FINALITA'
L’istituzione della Riserva persegue, in particolare, le seguenti finalità:
a. La conservazione delle caratteristiche ecologiche, florovegetazionli, faunistiche, geomorfologiche e naturalistico-ambientali;
b. La gestione degli ecosistemi con modalità idonee a realizzare una integrazione tra uomo e ambientenaturale, anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agrosilvopastorali e tradizionali;
c. Il restauro ambientale degli ecosistemi degradati;
d. La promozione delle attività compatibili con la conservazione delle risorse naturali della riserva;
e. La realizzazione di programmi di studio e ricerca scientifica, con particolare riferimento ai caratteripeculiari del territorio;
f. La realizzazione di programmi di educazione ambientale.
PLANIMETRIA DELLA RISERVA NATURALE STATALE


ORGANISMO DI GESTIONE

L’organismo di gestione della riserva naturale statale, previsto dall’art, 17, comma 1, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, è il comune di Ventotene.
DISCIPLINA DI TUTELA
  1. Nel territorio della Riserva sono vietati:
    1. La cattura, l’uccisione, il danneggiamento, il disturbo della fauna selvatica; sono vietate altresì, salvo nei territori in cui sono consentitele attività agro-silvopastorali, la raccolta ed il danneggiamento delle specie vegetali, nonché l’introduzione di specie estranee, vegetali o animali, che possano alterare l’equilibrio naturale, ad eccezione di quanto eseguito per fini di ricerca e di studio previa autorizzazione dell’organismo di gestione della riserva, con esclusione, nel rispetto delle vigenti normative e degli usi e consuetudini locali, delle specie eduli;
    2. Il taglio e la manomissione della vegetazione arborea ed arbustiva ad eccezione degli interventi necessari a prevenire gli incendi, i danni alla pubblica incolumità e quelli strettamente indispensabili a garantire la conservazione del patrimonio storico-archeologico e naturale, se autorizzati;
    3. L’apertura e l’esercizio di nuove cave o la riattivazione di quelle dimesse,
    4. Ogni forma di stoccaggio definitivo (discarica) di rifiuti solidi e liquidi
    5. L’introduzione di qualsiasi mezzo di distruzione o di alterazione dei cicli biogeochimici;
    6. Il campeggio al di fuori delle aree destinate a tale scopo ed appositamente attrezzate;
    7. L’uso di fuochi all’aperto, con l’esclusione di limitati interventi di bruciatura dei residui di lavorazioni agricole che dovranno essere eseguiti a distanza di sicurezza dalle aree boscate e della macchia;
    8. Il sorvolo di velivoli non autorizzati, salvo quanto definito dalle leggi sulla disciplina del volo. Restano salvi i diritti reali e gli usi civici delle collettività locali che sono esercitati secondo le consuetudini locali.
2. Fuori dai centri edificati sono vietati:
  1. qualsiasi mutamento dell’utilizzazione dei terreni con destinazione diversa da quella agricola e quant’altro possa incidere sulla morfologia del territorio, sugli equilibri ecologici, idraulici e idrogeotermici e sulle finalità istitutive di cui all’art. 2, del presente decreto;
  2. l’esecuzione di nuove costruzioni e la trasformazione di quelle esistenti, con l’esclusione dei seguenti interventi, così come definiti dall’art, 31, lettere c) e d) , della legge 5 agosto 1978, n. 457, che devono essere sottoposti all’autorizzazione dell’organismo di gestione:
  • interventi di restauro conservativo e di risanamento igienicoedilizio e di ristrutturazione  edilizia finalizzata al riuso dei manufatti esistenti, per attività compatibili con l’aspetto e la vocazione delle aree;
  • interventi miranti al recupero ambientale ed alla conservazione della qualità naturalistica delle aeree.
  • Resta ferma la possibilità di realizzare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di cui alle lettere a) e b), del primo comma, dell’art. 31, della legge 5 agosto 1978, n, 457, dandone comunicazione all’organismo di gestione della riserva.
 3. Nei perimetri dei centri edificati, così come delimitati dagli strumenti urbanistici vigenti, tutti gli interventi edilizi sono soggetti alle prescrizioni degli stessi strumenti, previa comunicazione all’ organismo di gestione dell’area protetta, al fine di consentire per gravi motivi di salvaguardia
ambientale l’esercizio delle potestà previste dal comma 3, dell’art, 6, della legge 6 dicembre 1991,
n. 394 (legge quadro sulle aree protette).

UN ITINERARIO NATURALISTICO TRA TERRA E MARE
Al di là dell'itinerario, in genere, nelle passeggiate a Ventotene, lungo i sentieri, a margine delle strade, in campagna, sui cigli della linea di costa, sarà possibile imbattersi, a seconda delle stagioni, oltre che in curate coltivazioni di lenticchie e spicchi di giardino trasformati in minifrutteti, in una vegetazione diversificata che sembra testimoniare l'ostinata resistenza della flora alle proibitive condizioni ambientali, dominate dal vento e dalla salsedine. Uno straordinario concentrato di questo rigoglio floreale sarà, inoltre, possibile goderlo durante la visita dell'isolotto di S. Stefano. Potrà pertanto risultare utile uno schema riassuntivo delle principali varietà di piante sparse sul territorio dell'isola.
 
GINESTRA  (Fam. Leguminose, Varietà: Genistra ephedroides.)
Specie adatta al particolare clima dell'isola, per cui, per difendersi dal vento ha progressivamente perso gran parte delle foglie trasformandosi in cespuglio dai rami spogli ma talmente flessibili e robusti da essersi meritati il nome dialettale di "vastaccetta", guasta accetta, prorpio per l'indomita resistenza che oppongono alla lama. Il tradizionale uso è quello di fare scope, cesti e bariere antivento.

PALMA NANA (Fam.Palmae; Varietà: Chamaerops humilis).
Limitata ormai a pochissimi esemplari. Per le sue dimensioni ridotte contrasta efficacemente l'azione del vento
 
STATICI (Fam. Plumbacinaceae; Varietà: Limonium Pontium tenue. Limonium pontium Pandataria).
Piccole piante (10/15cm.) che si radicono anche in minime fessure tra le pietre abbarbicandosi sulla roccia stessa. Si sono adattate locamente (da qui il nome particolare) al vento e alla salsedine, proleficandosi perciò in modo cappillare sul promontorio di Punta Eolo. Le varietà si adattano alla conformazione delle rocce, entro ed intorno alle quali si sviluppano. Da luglio a settembre si abbelliscono di radi fiorellini violacei.
 
LECCIO (Fam.Fagaceae; Varietà: Quercus ilex).
E' la pianta "storica" di Ventotene, ora pressoché scomparsa, che caratterizza il suolo dell'isola, sia allo stadio arbustivo (macchia) sia allo stadio arboreo (macchia foresta). E' stato tra le principali vittime del disboscamento sistematico iniziato con i Borboni a partire dalla metà del XVIII secolo.
 
CISTO (fam.Cistaceae; Varietà Cistus monspeliensis o cisto marino. Cistus salviaefolius o cisto femmina).
Si adatta perfettamente ai terreni lavici e ventosi. A Ventotene si trovano le due Varietà: cisto marino e cisto femmina. Quest'ultima è la più piccola e si dispone a radi cespugli di 30/60 cm. di altezza. Tra maggio e giugno le gemme arancioni si trasformano in una distesa di fiori bianchi. Il cisto marino è invece caratterizzato da foglie strette lanceolate e da fiori più piccoli rispetto all'altra varietà.
EUFORBIA (Fam.Euforbiaceae; Varietà: Euphorbia dendroides. Euphobia  helioscopia).
Pianta che può raggiungere i 2 metri di altezza, ma resistere ugualmente, per la sua tenace fibra, anche ai venti più impetuosi.
Foglie lanceolate e fiori abbondanti.
ELICRISIO (Fam.Compositae; Varietà: Helicrysum litoreum).
Per difendersi dal vento, vista la sua costituzione non certamente robusta, stenta a raggiungere i 30 cem. di altezza ed ha tutta la struttura ricoperta da una sottile ma resistente peluria di color argento che serve anche a trattenere l'umidità notturna necessaria per la vita. I fiori abbondanti sono gialli. La pianta era un tempo usata dagli isolani per fare infusi contro l'asma ed i reumatismi.
FICO D'INDIA (Fam.Cactaceae; Varietà: Opuntia ficus indica. Opuntia Maxima).
Come è noto, la pianta fu importata in Europa subito dopo la scoperta  dell'America, traendo anche il nome dallo storico errore del grande navigatore Cristoforo Colombo che credeva di essere arrivato nelle Indie. La pianta è famosa soprattutto per i suoi frutti, tanto difficili da sbucciare quando appetitosi e prelibati da mangiare.
CRITMO (Fam. Umbrelliferae; Varietà: Crhitmum maritimum).
Il critmo, o finocchio di mare, regna sovrano là dove null'altro resiste alla salsedine e al fango. Perciò si presenta con fusto elastico, no più alto di 50 cm. e foglie carnose pene d'acqua.  E' abbarbicato ovunque. Con l'estate fiorisce abbondantemente. E' ricco di olii medicamentosi e di vitamina C.