Comune di Valtopina

Storia del comune

CENNI STORICI SU VALTOPINA

CENNI STORICI SU VALTOPINA

 

Il territorio di Valtopina, per la sua collocazione geografica, è da millenni un naturale luogo di transito e le sue colline hanno offerto, già in epoca protostorica, sicurezza e benessere ai suoi abitanti.

Sebbene sia stata individuata una significativa presenza di insediamenti preromani sulle alture che circondano il capoluogo, la storia della Valle del Topino può dirsi iniziata con la costruzione della via Flaminia (III sec. a. C.), di cui restano ancora interessanti reperti. La presenza dell’;importante nodo di comunicazione a fondovalle ha infatti favorito l’;insediamento sulle zone collinari circostanti, come è testimoniato dal ritrovamento dei resti di una villa rustica romana e dalla diffusione di toponimi con suffisso in ‘ano’, come Gallano, Pasano, Caparrano, Balciano, Largnano, con cui i proprietari romani erano soliti denominare i loro poderi.

Tra  X e XI secolo nel territorio sorsero vari castelli,  i quali, insieme ai villaggi che gravitavano intorno ad essi, formarono una federazione detta Universitas Vallis Topini et Villae Balciani, costituita dai terzieri di Poggio, Santa Cristina, Gallano, Pasano, Serra e Balciano.

Il territorio della Valle del Topino, che secondo una ricognizione del 1235 risultava il doppio dell’;attuale estensione comunale, era una viscontea del Ducato di Spoleto e godeva quindi di un’;amministrazione autonoma. Il visconte, la cui carica era temporanea, risiedeva nel castello del Poggio, dove si riuniva anche il consiglio generale dei capifamiglia.

Nel corso del 1200, alterne vicende politiche privarono la Universitas di gran parte dei territori di sua pertinenza, finché nel 1282 i rappresentanti della Comunità decisero di sottomettersi ad Assisi per sfuggire alle mire espansionistiche di Foligno; il territorio riacquistò la sua autonomia nel 1300 per volere di papa Bonifacio VIII.

Dal 1383 al 1439 la carica di visconte della Valle del Topino fu esercitata dai Trinci, signori di Foligno: durante il vicariato di Corrado Trinci, nel 1434, furono emanati gli Statuti che, con successivi aggiornamenti, rimasero in vigore fino al 1816.

Durante tutto il medioevo la popolazione rimase prevalentemente stanziata nella zona collinare e l’;insediamento a  valle era riservato soprattutto a coloro che traevano profitto dal transito sulla via Flaminia, come albergatori e riparatori di carri. Dalla seconda metà del 1400,  con il probabile scopo di garantire un’;autonomia economica ai valligiani, venne istituita la fiera di San Bernardino, che si svolgeva alla confluenza del fiume Topino con il Fosso dell’;Anna, nelle cui vicinanze era stata edificata anche la chiesa di San Pietro de Cerqua. Cerqua divenne il nome del villaggio sorto a cavallo della via Flaminia, corrispondente all’;attuale Borgo di Valtopina, ed il toponimo, presente fino al secolo scorso nella cartografia ufficiale, è tuttora usato dai suoi abitanti.

Dalla seconda metà del XV secolo agli inizi del XVII la Valle del Topino fu governata dapprima dai conti Boscari  di Foligno ed in seguito dai conti Bentivoglio di Gubbio; dal 1610 il privilegio fu revocato e  la Comunità fu direttamente amministrata da podestà di nomina pontificia.

Fino al 1800 la maggior parte della popolazione risiedeva negli antichi borghi collinari ed il castello del Poggio manteneva ancora la sua funzione di sede amministrativa, ma con la costruzione della linea ferroviaria Roma-Ancona ed il progressivo spostamento delle attività economiche a fondovalle anche la sede municipale nel 1867 fu trasferita alla Villa della Cerqua, in seguito chiamata Valtopina.

Dal 1927 al 1947, durante il regime fascista, Valtopina fu aggregata al Comune di Foligno, ma nel 1948, grazie all’;interessamento dei rappresentanti della comunità, riconquistò la sua antica autonomia.


CENNI STORICI SU VALTOPINA

ARCHITETTURA ED ARTE

 

Fin dal Medioevo la chiesa madre della Comunità della Valle del Topino era Santa Maria di Pieve Fanonica, nel territorio di Foligno, ma  ogni castello e villaggio venerava un proprio protettore: in un elenco del XIII secolo è attestata l’;esistenza di  circa cinquanta chiese, alcune delle quali, risalenti ai secc. XI-XII, sono tuttora esistenti e recentemente restaurate come S. Cristina, probabilmente la più antica, in cui si possono ancora vedere alcuni degli affreschi che un tempo la decoravano internamente (uno di essi, risalente al XV sec., è conservato presso il museo vescovile di Foligno); S. Michele Arcangelo ( o  S. Angelo) di Pasano, santo particolarmente venerato dai Longobardi; S. Pietro di Serra, inglobata nel cimitero comunale, presso la quale è stata rinvenuta un’;ara sacra di epoca romana. Molto influente fu anche la presenza del monastero di S. Stefano di Gallano, ricordato per la prima volta in un documento del 1086, la cui funzione decadde già alla fine del XIII secolo.

Le colline di Valtopina ospitano numerosi piccoli villaggi rurali, molti dei quali, nonostante i numerosi interventi di restauro,  mantengono ancora la loro fisionomia medioevale, come Giove, Casa Tommaso, Vallemare,    Colfulignato, Sasso, Gallano, Franchillo. Delle numerose rocche e castelli che, edificati tra X e XII secolo, dominavano la valle, rimangono poche ma interessantissime testimonianze: la più importante è rappresentata dal Castello di Poggio (X sec.), sede amministrativa dal medioevo al 1867, in cui si possono osservare, recentemente restaurate, la Torre, le mura, la chiesa castellana e le abitazioni interne.

Il Castello di Serra, di cui restano le mura perimetrali, fu una delle  più imponenti fortificazioni edificate nella Valle del Topino.

Sorto presumibilmente intorno all’XI secolo, il castello rappresentò per molto tempo una base di importanza strategica per la sua posizione dominante, tanto che il suo possesso fu causa di accesi conflitti tra le città limitrofe.

Numerose sono le testimonianze di epoca romana, in particolare le opere relative alla viabilità:

Nei pressi dell’;attuale tracciato della via Flaminia, sorge un imponente muro di sostruzione edificato dai Romani probabilmente in età adrianea a sostegno della importante via consolare. E’; costruito con grandi blocchi squadrati di pietra calcarea locale,  ed è visibile per una lunghezza di circa m. 100 e per un'altezza di circa m. 5. Inoltre, in località Foro, sono visibili alcuni resti di un ponte romano sul fiume Topino, a testimonianza di un tracciato della Flaminia completamente differente da quello attuale.

Gli scavi effettuati nei pressi della località Casa Orlando dalla Sovrintendenza archeologica nell'aprile del 1994 hanno portato alla luce i resti di una Villa rustica romana del I sec. a. C.: nel sito è stata  individuata una cantina con una grande vasca di pigiatura ed una vaschetta per la raccolta del mosto, con numerosi dolii per il vino, e si suppone che a monte dell’;area indagata possa trovarsi il resto della residenza, che si prospetta molto estesa.