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Il Sindaco

 

Paolo PEZZANA - Sindaco 

Orario di ricevimento: riceve su appuntamento

Telefono: 3400980765

Mailsindaco@comune.sori.ge.it

Deleghe: al Bilancio, Servizi Sociali, Sport e Polizia Locale


Dettagli amministrativi
 

Sono nato a Genova 40 anni fa, il 15 dicembre del 1973, da Aldo e Maria Bracco. Abbiamo vissuto a Genova, nel quartiere di Oregina per qualche mese e poi, alla fine del 1974 ci siamo nuovamente trasferiti a Sori, dove tuttora la mia famiglia vive. Come molti, sono cresciuto a Sori, potendo contare sull’aiuto, oltre che dei miei genitori, dei nonni Giuseppe ed Elvira, della Zia Clara, dello Zio Gian dei prozii e di tutta la Comunità del Paese, che sin da bambino ho vissuto come un prolungamento naturale della mia famiglia. Luca e Matteo, che mi hanno raggiunto rispettivamente nel 1980 e nel 1987, hanno completato questa mia fondamentale appartenenza, giovanile ma anche attuale, ai “bacicura”, come i soresi più anziani chiamano la mia famiglia da quando, come spesso accade nei Paesi, tale nomignolo fu affibbiato da qualcuno al mio bisnonno Gerolamo Schiaffino, che a Sori faceva, nell’800, sia il fotografo che il parrucchiere!

A Sori ho frequentato l’asilo, le scuole elementari, le medie, la Parrocchia, l’A.C.R., in cui ho incontrato molte delle figure che hanno contribuito a formare la mia educazione, dalla Maestra Anna Maria Passalacqua a don Pertica, dalla signora Angioletta alle prof. delle Medie, come la indimenticabile Bonvini, Dante Chiari, don Cavanna, la Granara e tanti altri, dai tanti miei educatori in parrocchia e a Pratorotondo ai grandi sindaci di allora, Aldo Morone prima e Bacci Casareto poi , il cui esempio porto ancora nel cuore.

A Sori, anche se il mio fisico è sempre stato piuttosto “abbondante” ho conosciuto e praticato lo sport, altro grande amore e passione della mia vita; ho giocato a pallanuoto nella Rari Nantes Sori sino a 16 anni e poi, insieme a una folta pattuglia di soresi, sono passato al rugby, che tuttora pratico come dirigente, allenatore dei bambini e giocatore “old”, nella Pro Recco allora e nel Genova Rugby adesso.

Ho fatto le superiori al Liceo Scientifico Nicoloso da Recco, dove mi sono diplomato nel 1992 con 50/60 ed ho avuto modo di fare, per diverso tempo, il rappresentante di istituto, “assaggiando”, pur nella dimensione edulcorata della scuola di un Paese come Recco, l’importanza della partecipazione nelle istituzioni e dell’impegno per il bene comune. Mi sono iscritto all’Università di Genova, facoltà di Giurisprudenza, nel 1992 e sono stato in pari con gli esami sino al terzo anno. In questo periodo tuttavia ho cominciato a dedicarmi in modo molto ampio, oltre che agli amici ed allo sport, a due servizi soresi molto importanti per la mia vita e la mia formazione: l’impegno in Parrocchia come Educatore di Azione Cattolica e l’impegno in Croce Rossa come Volontario del Soccorso e Segretario del Sottocomitato CRI di Sori sotto la presidenza di Amelio Olcese. Al termine del terzo anno di università, già fidanzatomi con Raffaela, ho deciso che la professione di Avvocato non avrebbe fatto per me e, un po’ per una classica crisi tardo-adolescenziale, un po’ per convinzione, mi sono dedicato maggiormente al servizio, lavorando un po’ per mantenermi come tuttofare tra Sori, Genova e Sant’Apollinare e aspettando di svolgere servizio civile come obiettore di coscienza.

Nel 1997 ho cominciato il mio servizio da obiettore presso la Caritas Diocesana di Genova, lavorando nella casa per malati di AIDS di Via Padre Semeria e nel settore emergenze, allora piuttosto impegnato per il terremoto nelle Marche ed in Umbria. Durante questa esperienza ho conosciuto persone meravigliose, tra le quali Mons. Piero Tubino, che mi ha aiutato a capire che l’ambito del servizio sociale e dell’impegno per la giustizia e la pace era la strada che Qualcuno aveva tracciato per la mia vita.

L’11 gennaio del 1999, stesso giorno della morte del mio amato Fabrizio De Andrè, sono stato assunto a tempo indeterminato come educatore ed operatore sociale dalla Fondazione Auxilium di Genova, ente gestore dei servizi promossi dalla Caritas Diocesana, per la quale tuttora in parte lavoro.
A ottobre mi sono sposato con Raffaella e, non trovando, con le poche risorse economiche a disposizione, casa a Sori, ci siamo trasferiti a Genova, dove tuttora risiedo. Insieme tuttavia abbiamo continuato a trascorrere pressoché tutti i fine settimana, l’estate e le vacanze di Natale a Sori, in casa del nonno Giuseppe; ho quindi continuato a sentirmi e definirmi sorese a tutti gli effetti, nonostante la carta di identità genovese.

Professionalmente negli anni tra il 1999 ed il 2004 mi sono dedicato principalmente alle Persone Senza Dimora ed al tema delle politiche sociali contro la povertà, del quale sono finito per essere considerato, oggi, uno dei principali esperti a livello nazionale.
In questa veste dal 2003 al 2013 ho ricoperto la carica di Presidente Nazionale della fio.PSD (Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora), la principale organizzazione che in Italia si occupa di grave emarginazione adulta, associando oltre 100 tra le principali organizzazioni pubbliche e private, laiche e cattoliche, attive in questo campo. Nel 2005, anche per necessità professionali, ho completato i miei studi in giurisprudenza, e mi sono laureato con 110/110 e lode facendo una tesi sociologica sui diritti umani e la pena. Poco dopo ho cominciato a collaborare con la facoltà di sociologia della Università Cattolica di Milano, con la quale tuttora faccio attività di studio e ricerca, dando così spazio anche a questa mia seconda grande passione intellettuale. Tra il 2005 ed il 2009 ho lavorato molto tra Roma e Bruxelles, essendo stato distaccato dalla Fondazione Auxilium presso Caritas Italiana, dove ho ricoperto ruoli da responsabile nel servizio promozione umana e politiche sociali e nel servizio Europa.

Sono stato responsabile di svariati grossi progetti europei ed in questo periodo ho avuto modo di viaggiare molto per l’Italia e per l’Europa, di conoscere moltissime esperienze di buona amministrazione e molte persone meravigliose, tanto nei servizi pubblici che in quelli privati, dalle quali non ho ancora finito di imparare oggi, visto che, grazie ai social networks ed ai voli low cost, si tratta di contatti che ancora coltivo con piacere.
In questo periodo tuttavia la mia vita aveva avuto un altro importante cambiamento, anzi, il più importante: l’arrivo di Samuele nel 2004 e di Stefano nel 2006. Pur bello, il mio lavoro mi costringeva molto fuori casa e ho sentito forte il rischio di perdere l’esperienza di una delle fasi più belle della vita di un uomo: la crescita dei propri figli, specie quando sono piccoli.
Ho così deciso di “rientrare alla base” e, alla fine del 2009, ho accettato una proposta di lavoro come direttore presso una azienda privata in start-up a Milano: Welfare Italia Servizi srl. A Milano ho dunque lavorato dal 2009 al 2013, come direttore operativo e direttore generale poi, contribuendo con tutte le mie energie a questo importante progetto nazionale voluto dal gruppo Cooperativo CGM, da Banca IntesaSanpaolo, dal Banco Popolare, da Reale Mutua Assicurazioni, CISL, ACLI, Confartigianato ed altri importanti soci. In quattro anni abbiamo realizzato in tutta Italia oltre 30 Luoghi di Cura, spazi privati a funzione pubblica in cui, mettendo insieme risorse private, risorse pubbliche e mutualità, si stanno sviluppando, contro la crisi del sistema pubblico, nuove forme di sanità e welfare popolare ed accessibile. E’ stata una esperienza professionale molto importante, perché, pur restando nel mondo del welfare, mi ha permesso di conoscere a fondo le logiche, per me nuove, del mondo imprenditoriale profit e dirigere un’azienda complessa, con 15 dipendenti e oltre 250 collaboratori sparsi in tutta Italia, a contatto con le più importanti realtà imprenditoriali e scientifiche del mondo sanitario e sociale del Paese. A luglio del 2013, provato dal pendolarismo quasi quotidiano con Milano e desideroso di incrementare la mia presenza in famiglia e sperimentare nuove forme di impegno per il bene comune, in coincidenza con un cambio di governance nella società, ho presentato dimissioni volontarie da Welfare Italia e mi sono messo in proprio, come consulente per lo sviluppo e l’innovazione sociale per imprese, associazioni, enti pubblici ed enti non profit. Svolgo tuttora quest’attività, collaborando con varie realtà importanti come il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la fio.PSD, Auxilium, la rete europea FEANTSA, le ACLI nazionali, varie Caritas Diocesane, il centro studi olandese Human European Consultancy ed altri. Ho assunto nel frattempo ruoli di amministratore in varie cooperative sociali genovesi attive nei servizi sociali e nello sport, alcune delle quali ho contribuito a fondare, come la cooperativa sociale CUS Servizi che, in collaborazione con l’Università di Genova ed il Comune, si occupa della gestione di impianti sportivi importanti in città, come lo Stadio Giacomo Carlini a San Martino.

 La proposta di candidarmi a Sindaco, che mi è stata fatta dalle amiche e dagli amici di Sori Democratica e del PD di Sori, mi ha raggiunto in un momento importante di riflessione circa le responsabilità della crisi attuale e ciò che a ciascuno di noi in questo momento è chiesto, dalla propria coscienza e dalla propria realtà, per provare a lasciare ai nostri figli un mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato, come dicono gli amici scout.nNon è stata la prima volta che ho ricevuto una proposta di impegno politico, ma questa volta ho compreso, con una chiarezza che non avevo mai avuto, che il cambiamento che serve oggi parte dal basso, dalle piccole comunità, dai luoghi dove le persone vivono i loro problemi, le loro gioie e le loro sfide. E’ in questa dimensione, anche se apparentemente più nascosta e meno remunerativa, che occorre costruire dei cambiamenti veri; solo dopo essersi messi alla prova in queste realtà, e mantenendo con esse un saldo collegamento, si può pensare di rappresentare davvero i cittadini ad un livello più elevato. E’ in questa dimensione, che mette in gioco anche i sentimenti e l’amore per il mio paese, che ho deciso di accettare la candidatura, sapendo che da soli non si va da nessuna parte e che Sori2020 rappresenta, per me e per Sori, un gruppo concreto di persone di buona volontà davvero decise a lavorare per il bene comune, con competenza e passione, senza ideologismi, guardando al futuro con un solido radicamento nel presente e nel passato. L’esperienza europea e nazionale mi ha consentito di conoscere tante realtà diverse, ampliare i miei orizzonti, incontrare molte persone approfondendo la conoscenza dell’inglese e del francese, purtroppo le uniche lingue che sono in grado di comprendere e parlare, oltre all’italiano ed al genovese. Poiché sono convinto che è grazie a Sori ed alla formazione che mi ha dato che sono riuscito a fare queste esperienze, penso sia mia compito e dovere cominciare a restituire a Sori un poco di tutto questo, cercando di mettere al servizio del Paese e della sua comunità, le conoscenze, le esperienze, i contatti, i collegamenti, le aperture verso l’esterno che in questi anni mi sono state donate.

L'incarico di Sindaco sarà la mia attività prevalente nei prossimi anni, non potrebbe essere altrimenti, viste le responsabilità ed i carichi di lavoro che tale carica comporta. Cercherò di continuare ad avere il tempo necessario per praticare sport, per stare un tempo adeguato con la mia famiglia, per leggere e studiare quando occorre, mantenendo vivi i miei principali collegamenti professionali con quelle realtà nazionali ed europee che potrebbero essere utili anche per lo sviluppo di Sori e del suo territorio. Si tratta però di “essere Sindaco”, non solo di “fare il Sindaco”, e questo so di non poterlo dimenticare.

Dostoevskij, ne “l’Idiota”, fa dire al principe Myskin che “la bellezza salverà il mondo”. E’ ciò in cui credo, è ciò per cui vorrei provare a fare la mia parte. Mi motiva molto pensare che Sori possa essere un importante luogo dove testimoniare concretamente tutto questo, insieme ad un gruppo compatto e preparato; è per questo che credo che questo incarico possa essere una esperienza importante per la mia vita e intendo fare del mio meglio per portarla avanti con il massimo impegno.